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Randori no Keiko

Gennaio 18, 2014

Cosa è il randori?

La parola giapponese, randori, più o meno significa “prendere la libertà”.

Di base ci sono due metodi classici di pratica nel Jujutsu (Taijutsu) Giapponese – Kata e Randori.

Il kata è una esplorazione e dimostrazione della forma di qualcosa o di un’idea, la forma base che qualcosa può assumere. Infatti può essere paragonato all’imparare a scrivere, magari unendo i puntini per formare le lettere a stampatello.

D’altra parte il randori è una qualsiasi pratica che devia dalla struttura del kata. Continuando con l’esempio già fatto, si potrebbe paragonare il randori allo scrivere in corsivo o il disegnare a mano libera. È l’utilizzo delle tecniche (kata o forme) imparate in un contesto non preparato dove non si sa chi è tori e chi è uke e soprattutto non si sa come attaccherà uke.

Il randori può essere paragonato allo sparring; è un ottimo strumento didattico per provare in una maniera più libera quello che con i kata si è imparato.

Lo scopo del randori non è il vedere se si può sconfiggere l’altra persona alcune volte. Il randori non riguarda assolutamente il vincere.

Lo scopo del randori è per entrambi i praticanti l’acquisire esperienza del portare e ricevere diverse tecniche fuori del contesto del kata. Approcciarsi al randori è un esperimento, il nostro scopo deve solo essere quello di ripetere l’esperimento molte volte.

Il randori non riguarda né il vincere e né il perdere. Ma nel randori ci sono coloro che “vincono” e ci sono coloro che “imparano”, spesso non si tratta della stessa persona.

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